18 nov 2025
Newsletter macroeconomica europea
I nostri articoli esplorano tendenze emergenti, strategie pratiche e commenti di esperti per aiutare i leader a prendere decisioni basate sui dati con fiducia.
Sintesi Esecutiva
L’Area Euro entra nel Q4 2025 con segnali più chiari di miglioramento ciclico. I PMI compositi si sono consolidati sopra quota 52, sostenuti da una ripresa costante del reddito disponibile reale e da un’inversione del ciclo delle scorte. Il PIL è ora in traiettoria intorno a 0,4–0,5% QoQ, ben al di sopra delle precedenti aspettative della BCE.
La politica monetaria resta in modalità “attendere e osservare”: la BCE è saldamente in pausa con un tasso sui depositi al 2,00%, con una soglia elevata per ulteriori interventi. L’inflazione è vicina all’obiettivo, i mercati del lavoro restano resilienti e le condizioni finanziarie sono stabili.
Il quadro macro dell’Italia resta più lento nel movimento. I dati di fiducia mostrano un miglioramento graduale ma disomogeneo: la fiducia dei consumatori sta lentamente risalendo, le costruzioni restano storicamente forti, ma il manifatturiero continua a soffrire per la sovracapacità globale e l’effetto negativo post-Superbonus. La domanda interna è in miglioramento, ma la crescita complessiva del PIL resta modesta.
1. Prospettive dell’Area Euro – La crescita rimbalza verso fine anno
1.1 Attività: slancio più forte nei principali indicatori anticipatori
Il PMI composito di ottobre è salito a 52,5, il livello più alto da maggio 2023, indicando una significativa accelerazione dell’attività. La ripresa è ampia ma non uniforme:
La Spagna guida con un PMI di 56,0,
La Germania mostra un miglioramento di 1,9 punti,
La Francia resta indietro, scendendo a 47,7.
Questo miglioramento è coerente con una espansione del PIL dello 0,4–0,5% QoQ nel Q4 2025, sostenuta da:
ripresa dei redditi reali,
occupazione resiliente,
stabilizzazione del manifatturiero dopo una contrazione di tre anni,
riduzione dell’incertezza sui dazi USA.
Il PIL nel 3Q25 ha già sorpreso al rialzo con +0,2% QoQ, al di sopra della proiezione dello 0,0% dello staff BCE.
1.2 Manifatturiero: primi segnali di un punto di svolta
Il PMI manifatturiero è tornato alla soglia di 50—la prima lettura in espansione (escludendo il rimbalzo di agosto) da giugno 2022. Le dinamiche delle scorte, come mostrato nei grafici a pagina 2, confermano le prime evidenze di un’inversione ciclica nelle scorte di prodotti finiti, a sostegno della produzione futura.
Euro-coin e l’indice di fiducia della Commissione Europea mostrano entrambi progressi costanti, rafforzando la probabilità di una produzione più forte nel breve termine.
1.3 Implicazioni di policy
Il miglioramento dell’attività reale, combinato con un’inflazione che oscilla vicino al 2%, mantiene la BCE saldamente in pausa. Il rimbalzo atteso nel Q4 riduce l’urgenza di un ulteriore allentamento. Una lieve espansione fiscale nel 2026 e i tassi più bassi già in vigore dovrebbero sostenere l’attività nel prossimo anno.
2. Banca Centrale Europea – “Gufi che osservano l’orizzonte”
La riunione BCE di ottobre non ha riservato sorprese. Usando la metafora della Presidente Lagarde, i “gufi” continuano a scrutare l’orizzonte ma non hanno identificato nuovi rischi rilevanti.
2.1 Orientamento di politica monetaria: saldamente in pausa
I tassi restano invariati per la terza riunione consecutiva:
Deposito: 2,00%
Rifinanziamento principale: 2,15%
Prestito marginale: 2,40%
Il Consiglio direttivo mantiene un bias implicito all’allentamento, ma la soglia per intervenire è più alta dati i dati macro in miglioramento.
2.2 Valutazione di crescita e inflazione
La BCE ha riconosciuto che:
I dati sul PIL sono stati più forti del previsto (Area Euro +0,2% QoQ nel 3Q25).
I mercati del lavoro restano solidi, sebbene lo slancio delle assunzioni si stia raffreddando.
L’inflazione al 2,2% a settembre resta coerente con l’obiettivo, con inflazione di fondo in moderazione.
I rischi per l’attività si sono attenuati, soprattutto su dazi e tensioni USA-Cina; i rischi geopolitici legati all’Ucraina restano elevati.
2.3 “In sintesi”
Con dati macro in miglioramento e inflazione stabilizzata, la BCE è posizionata per restare paziente. Qualsiasi futura mossa sarebbe probabilmente un taglio dei tassi, ma la tempistica resta incerta.
3. Italia – Fiducia in lento miglioramento ma ripresa ancora frammentata
3.1 Fiducia di consumatori e imprese: normalizzazione graduale
I dati di fiducia in Italia mostrano un miglioramento modesto:
Fiducia dei consumatori: salita a 97,6 a ottobre (da 96,8).
Fiducia manifatturiera: salita a 88,3, dal minimo di 85,9 di aprile.
Fiducia del commercio al dettaglio: a 105, stabile su un livello elevato.
Indice di sentiment IESI: aumentato da 93,7 a 94,3.
Il grafico a pagina 1 evidenzia la stagnazione di lungo periodo del sentiment dal 2023 nonostante i recenti rialzi.
3.2 Dinamica del PIL: Q3 debole, Q4 migliore
Il PIL italiano è rimasto piatto nel 3Q25, dopo una modesta contrazione nel Q2 (−0,51% QoQ), avvicinandosi alla recessione tecnica. Gli indicatori puntano a una stabilizzazione e a un probabile miglioramento nel Q4, coerente con la più ampia ripresa dell’Area Euro.
3.3 Tendenze degli investimenti: venti contrari strutturali dopo il Superbonus
L’attenuarsi dell’impatto del Superbonus continua a pesare sugli investimenti residenziali:
GFCF nelle abitazioni: −15,0% YoY nel 4Q24, −5,0% nel 2Q25, con un effetto frenante atteso in graduale riduzione nel corso del 2026.
Gli investimenti pubblici sostenuti da NGEU-RRF hanno raggiunto il picco negli anni precedenti e ora stanno indebolendosi mentre il programma si avvia alla conclusione nel 2026. Nonostante ciò, la fiducia nelle costruzioni resta vicino ai massimi storici, come mostrato nei grafici a pagina 2.
La fiducia manifatturiera è ancora vincolata dalla sovracapacità globale, soprattutto in Cina, e dall’eccesso di scorte.
3.4 Prospettive: modeste ma resilienti
La domanda interna dovrebbe migliorare con l’aumento dei redditi e la trasmissione dell’allentamento monetario nell’economia. Le dinamiche dell’export restano sfidanti, ma la riduzione dell’incertezza potrebbe sbloccare una maggiore spesa e investimenti.
Nel complesso, l’Italia è posizionata per una crescita modesta e disomogenea, sensibile agli shock esterni e all’attuazione delle politiche.
4. Conclusioni macro per gli investitori
La combinazione di indicatori di attività più forti nell’Area Euro, inflazione in stabilizzazione e una BCE paziente suggerisce un contesto più costruttivo in vista del 2026. Tuttavia, le divergenze restano pronunciate tra Paesi e settori:
Spagna e Germania stanno trainando la ripresa,
Francia resta debole,
Italia sta migliorando ma resta strutturalmente vincolata.
Per gli allocatori di asset, l’inversione del ciclo delle scorte, la resilienza dei mercati del lavoro e il miglioramento degli indicatori di fiducia sono coerenti con:
attese sugli utili più solide a inizio 2026,
condizioni del credito in stabilizzazione,
un contesto favorevole a un’esposizione selettiva al rischio.
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Federico Polese
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